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Orectolobidae
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top
Il nome deriva dal fatto che sono caratterizzati da un corpo appiattito dorso-ventralmente e da una livrea che ricorda le decorazioni dei tappeti.
Contents
• Note
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Etimologia
Il termine inglese che indica la famiglia, mweawobbegong, proviene da una parola mweqaborigena australiana che significa mwegbarba irsuta e si riferisce alle escrescenze attorno alla bocca tipiche delle specie che vivono nel Pacifico.
Distribuzione e habitat
Si trovano nelle acque poco profonde mwgwtemperate e mwhatropicali dell'mwhqOceano Pacifico Occidentale e dell'mwhgOceano Indiano Orientale; sono particolarmente diffusi su fondi sabbiosi e presso le mwhwbarriere coralline. In particolare vivono nelle acque al largo di mwiaAustralia ed mwiqIndonesia, anche se una specie (l'mwigOrectolobus japonicus) abita le acque del mwjaGiappone.
Descrizione
La specie più grande, mwmwmwnaOrectolobus maculatus, raggiunge la lunghezza di 3,2 metri. Gli mwnqOrectolobidae sono dotati di un eccellente mwngmimetismo: sono coperti da segni neri disposti in maniera mwnwsimmetrica che li fanno assomigliare a tappeti. Proprio per questo motivo sono spesso chiamati mwoasquali tappeto. Il mimetismo è migliorato ulteriormente dalla presenza di alette simili a piantine sulla pelle che circonda la bocca.
Comportamento
Vivono vicini al fondale, e spendono la maggior parte del loro tempo immobili in attesa appoggiati sul fondale stesso. Gli Orectolobidae sfruttano la loro relativa invisibilità per nascondersi tra le rocce e catturare i piccoli mwowpesci ossei che si avvicinano troppo.
Interazioni con l'uomo
Gli Orectolobidae non sono affatto pericolosi se non sono provocati. A volte hanno morso dei mwpgsommozzatori o snorkeler che li hanno accidentalmente calpestati, li hanno toccati o hanno impedito loro la via di fuga. Essendo molto flessibili riescono facilmente a mordere una cosa che stia trattenendo la loro mwqacoda. Hanno numerosi e piccoli, ma allo stesso tempo appuntiti, mwqqdenti ed il loro morso può essere molto efficace, anche attraverso una muta da sub. Dopo che hanno morso, tendono a trattenere la preda ed è estremamente difficile levarseli di dossocite-ref-1[1]. Un modo per evitare i morsi è evitare qualsiasi forma di contatto anche accidentale. Anche se non sono aggressivi verso l'uomo, sono spesso pescati, soprattutto per motivi alimentari. La loro carne, con il nome di mwrgflake, è molto utilizzata in mwrwAustralia per la produzione di mwsafish and chips. La loro pelle è inoltre utilizzata nella produzione di cuoio.
In cattività
Benché molte specie non siano affatto adatte alla vita in mwswacquario per via delle loro grandi dimensioni in età adulta (superano normalmente i 2 metri di lunghezza), gli Orectolobidae hanno un fiorente mercato nell'ambito degli acquari domesticicite-ref-sharksathomeafm-2-0[2]. Molti acquaristi comunque hanno avuto successo nella conservazione, soprattutto delle specie più piccole (ad esempio mwuaOrectolobus dasypogon ed mwugOrectolobus wardi)cite-ref-sharksathomeafm-2-1[2]. Una caratteristica che li rende adatti alla vita in acquario è il loro stile di vita letargico, che permette loro di sopportare gli spazi angusti del contenitorecite-ref-sharksathomeafm-2-2[2]. Va detto tuttavia, che alcuni acquaristi vedono questa assenza di attività come un punto a sfavore e preferiscono altre specie di squalo.cite-ref-sharksathomeafm-2-3[2]. Sono principalmente notturni e non possono vivere con altri pesci, che divorerebbero anche se sfavoriti in dimensionicite-ref-sharksathomeafm-2-4[2]. A causa del loro lento metabolismo, vengono nutriti meno frequentemente di quanto non si faccia di solito con gli squali. 2 pasti a settimana sono sufficienti. Se denutriti, si notano delle atrofie sui muscoli dorsali. Anche in acquario, riescono a mimetizzarsi tra le roccecite-ref-sharksathomeafm-2-5[2].
Evoluzione
Gli orectolobidi sono un gruppo molto arcaico: si pensa si siano sviluppati nel corso del mwdqGiurassico (circa 175 milioni di anni fa); già nel Giurassico superiore (155 milioni di anni fa), accanto a generi ormai estinti come mwdgmwdwPhorcynis catulina, esistevano già esemplari quasi identici alle forme attuali del genere mweaOrectolobus (mweqO. jurassicus).
Tassonomia
• Genere mwhamwhqEucrossorhinus
• mwiamwiqEucrossorhinus dasypogon (mwigBleeker, 1867)cite-ref-4[4]
• Genere mwkaOrectolobus
• mwlaOrectolobus floridus mwlgLast & Chidlow, 2008
• mwmaOrectolobus halei mwmgWhitley, 1940.cite-ref-5[5]
• mwoaOrectolobus hutchinsi mwogLast, Chidlow & Compagno, 2006.cite-ref-6[6]
• mwqaOrectolobus japonicus mwqgRegan, 1906cite-ref-7[7]
• mwsamwsqOrectolobus maculatus (mwsgBonnaterre, 1788)cite-ref-8[8]
• mwuaOrectolobus ornatus (mwugDe Vis, 1883)cite-ref-9[9]
• mwwaOrectolobus parvimaculatus mwwgLast & Chidlow, 2008
• mwxaOrectolobus reticulatus mwxgLast, Pogonoski & White, 2008
• mwyaOrectolobus wardi mwygWhitley, 1939cite-ref-10[10]
• Genere mw0amw0qSutorectus
• mw1amw1qSutorectus tentaculatus (mw1gPeters, 1864)cite-ref-11[11]
Note
cite-note-11. ↑ mw4qmw4gmw4wShark sinks its teeth in for the long haul, The Sydney Morning Herald, 12 febbraio 2004. mw5aURL consultato il 14 giugno 2006.
cite-note-sharksathomeafm-22. ↑ mw8gScott W. Michael, mw8wSharks at Home, in mw9aAquarium Fish Magazine, marzo 2004, pp.mw9q 20-29.
cite-note-fb-33. ↑ mw-gmw-wmw-aOrectolobidae su FishBase, su mw-qfishbase.org.
cite-note-44. ↑ mwaqemwaqimwaqmFishBase, su mwaqqfishbase.org.
cite-note-55. ↑ mwaqgHuveneers, mwaqkmwaqoRedescription of two species of wobbegongs (Chondrichthyes: Orectolobidae) with elevation of Orectolobus halei Whitley 1940 to species level (mwaqsmwaqwPDF), in mwaq0Zootaxa, vol.mwaq4 1284, 2006, pp.mwaq8 29–51.
cite-note-66. ↑ mwarqLast, Chidlow & Compagno, mwarumwaryA new wobbegong shark, Orectolobus hutchinsi n. sp. (Orectolobiformes: Orectolobidae) from southwestern Australia (mwarcmwargPDF), in mwarkZootaxa, vol.mwaro 1239, 2006, pp.mwars 35–48.
cite-note-77. ↑ mwasamwasemwasiFishBase, su mwasmfishbase.org.
cite-note-88. ↑ mwascmwasgmwaskFishBase, su mwasofishbase.org.
cite-note-99. ↑ mwas4mwas8mwataFishBase, su mwatefishbase.org.
cite-note-1010. ↑ mwatumwatymwatcFishBase, su mwatgfishbase.org.
cite-note-1111. ↑ mwatwmwat0mwat4FishBase, su mwat8fishbase.org.
Bibliografia
• mwaumOrectolobidae su FishBase, su fishbase.org.
• mwauuAustralian Museum page on the spotted wobbegong, su austmus.gov.au.
• mwaucWobbegong shark pictures, su shark-pictures.com. URL consultato il 26 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2009).
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